Le tradizioni non si toccano
In un mondo in cui la globalizzazione sembra nutrirsi delle tradizioni, e non solo, tendendo a far scomparire per sempre le culture più piccole che sono preziosissime, bisognerebbe cercare di lottare almeno contro questa faccia della medaglia. Così sarebbe necessario tenere alte le nostre tradizioni come se fossero pezzi rari, ed in realtà lo sono. La cucina salentina affonda le sue radici in un passato i cui piatti erano poveri e provenivano direttamente dal lavoro della terra. Per questo sia la carne che il pesce erano piatti rari e moltissime ricette hanno alla base prodotti come legumi, verdure, formaggi, uova e soprattutto grano e farina. Quest’ultima serviva per preparare soprattutto il pane, le friselle, li maccarruni le ricchiteddhre e le sagne ncannulate. La frutta di stagione accompagnava le tavolate: fichi, fichi d’india, mandarini, arance, mandorle, pere, albicocche e tanta altra ancora. Ogni stagione le case profumavano di un odore diverso, perché la natura era legge. Le tradizioni culinarie di un popolo raccontano la sua storia, le sue sofferenze e le sue conquiste, ecco perché bisogna far di tutto per non perderle e tramandarle alle nuove generazioni.
